Rincari bollette: quali sono le cause e a quanto ammonta l’aumento?

Da mesi i prezzi delle bollette sono in costante rialzo. I pronostici per il 2022 rischiano di essere addirittura peggiori. Cosa sta accadendo?

Le cause

Le cause della stangata non sono da rintracciarsi nelle società di vendita, bensì in una serie di sfavorevoli congiunture internazionali che stanno imperversando sulle tasche dei cittadini di diversi Paesi europei.

L’allentamento delle misure Covid ha portato ad una ripresa dell’economia globale e, quindi, ad un aumento della domanda energetica, di contro però ad un ammanco dell’offerta.

Infatti, la produzione degli impianti di liquefazione del gas è in calo per via di ritardi causati dalla pandemia, da guasti tecnici e da eventi meteorologici estremi. Inoltre, il Nord Europa e la Russia (il principale Paese esportatore di GNL) hanno aumentato le forniture verso la Cina – la cui richiesta è cresciuta spaventosamente – limitando quelle dirette all’Europa.

Di conseguenza:

  1. Il costo delle materie prime energetiche è lievitato. Soprattutto quello del gas, della cui esportazione l’Europa è dipendente dall’estero;
  2. Sono aumentati i prezzi di emissione di CO2 – ai quali quelli del gas sono correlati – con il rafforzamento delle politiche comunitarie di decarbonizzazione;
  3. I rincari a livello produttivo si sono riversati sui prezzi dell’energia elettrica e del riscaldamento per i consumatori finali.

Sembra che il vero responsabile degli aumenti del prezzo dell’energia elettrica sia il gas naturale per circa l’80 per cento, mentre il rincaro dei permessi di emissione influirebbe solo del 20 per cento.
Il gas, invero, non solo è la componente principale del riscaldamento domestico, ma nella maggior parte delle centrali elettriche (che al contempo sono termoelettriche) viene bruciato per produrre energia, finendo per gravare così anche sulla bolletta della luce.

Il caro-bollette nel 2021

Il prezzo del gas naturale, da gennaio 2021 a settembre, è salito da 16 a 75 M/W; quello dei permessi di emissione di CO2, da circa 30 euro a tonnellata è passato a 60 euro.

Il PUN (prezzo unico nazionale dell’energia elettrica) continua a crescere in concomitanza con la costante e ripida ascesa dei costi del gas, raggiungendo un valore medio di 74 M/W.

Come questi dati si riflettono sulle spese dei consumatori?

L’ARERA, l’Istituzione che ogni trimestre fissa i prezzi del metano e della corrente sul mercato tutelato in Italia, aveva stabilito per il terzo trimestre 2021 (luglio-settembre) un aumento delle bollette elettriche del 20%.

Il pronto soccorso del Governo ha contenuto il rialzo al 10% per mezzo del “Decreto lavoro e imprese”.

Il DL di luglio ha permesso di destinare 1,2 miliardi, ricavati dalla vendita di quote di emissioni nel sistema ETS, per diminuire gli “oneri generali del sistema” che ricadono sui consumatori soprattutto per finanziare le fonti rinnovabili (Asos). L’ARERA ha adottato ulteriori misure volte alla riduzione degli oneri rimanenti (Arim).

Sono stati previsti aiuti anche per le famiglie disagiate e per le piccole imprese.

Per le prime, è stato attivato il bonus automatico in bolletta, che permette di trovarsi accreditato direttamente in bolletta il bonus sociale di sconto per elettricità e gas. Per le seconde, è stato prorogato lo sconto per le bollette previsto dal DL “Sostegni bis”.

Queste manovre hanno limitato l’aumento dell’elettricità al 9,9%.

Per quanto riguarda la bolletta del gas, non ci sono stati interventi, pertanto il prezzo finale è aumentato del 15,3%.

Nel secondo trimestre il PUN è salito del 25% rispetto al primo e di oltre il 200% in confronto a quello del corrispettivo trimestre 2020, arrivando a 90 M/W nel mese di ottobre (+ 27 M/W rispetto a settembre).

Nell’ultimo trimestre dell’anno, è aumentata la spesa complessiva per le famiglie in tutela. ARERA ha registrato: per l’elettricità, un incremento del +29,8% rispetto al trimestre precedente, legato all’aumento delle componenti PE (prezzo per l’acquisto di energia) e PD (prezzo per il dispacciamento); per il gas invece, un aumento del +14,4%, dovuto all’ulteriore accrescimento dei costi di approvvigionamento e di trasporto.

Ancora una volta, a settembre, il Governo è interceduto per contenere i danni stanziando 3,5 miliardi. Questi soldi, da una parte, hanno alleviato gli oneri per 29 milioni di famiglie e oltre 6 milioni di utenze elettriche non domestiche; dall’altra, hanno neutralizzato i rincari a danno dei titolari del bonus sociale.

Andando a fare un riepilogo del 2021, secondo i dati Consumerismo le famiglie tipo italiane hanno speso all’incirca 783 euro per la luce e 1.358 euro per il gas.

Il rincaro previsto nel 2022

Il pericolo non è stato affatto scongiurato, tutt’altro si pronostica un inizio anno in rosso.

I prezzi dell’energia sui mercati internazionali continuano nella loro irrefrenabile ascesa, ragion per cui più volte ARERA ha messo in guardia: nel primo trimestre del 2022 sono previsti nuovi rincari, qualora non arrivino i correttivi del Governo.

Per il primo gennaio 2022, Nomisma ha stimato un balzo del 50% per le bollette del gas; tra il 17 e il 25% per quelle dell’elettricità.

In vista di un aggravarsi della situazione a partire da gennaio – mese in cui tra l’altro i consumi di acqua calda e riscaldamento sono maggiori – l’associazione Consumerismo ha lanciato “l’allarme rincari” per le famiglie italiane, le quali potrebbero subire un pesante contraccolpo: la spesa per le bollette di luce e gas potrebbe raggiungere la cifra record di 3.368 euro all’anno. Stiamo parlando di 1.227 euro in più in confronto all’esborso sostenuto nel 2021!

Nello specifico, si verificherebbe un incremento di +135 euro annui sulla bolletta dell’elettricità, per una media di 918 euro a nucleo famigliare; di +1.092 per quella del gas, e cioè 2.450 euro annui.

Insomma, un importante dispendio economico dagli effetti catastrofici per le famiglie.

Il Governo ha valutato delle misure di salvataggio nell’ultima legge di bilancio, destinando un fondo ad hoc da 2 miliardi di euro. Il problema è che questo potrebbe rivelarsi insufficiente.

Infatti, secondo i calcoli ARERA, il fabbisogno complessivo per coprire gli oneri di sistema pagati attraverso le bollette ammonta a 10 miliardi. Si capisce bene come i 2 miliardi proposti dal governo siano una cifra irrisoria.

Ebbene, il 2022 è alle porte e già lascia a desiderare. Come andrà a finire?