Olive Jifit: gli scarti dell’olio d’oliva diventano energia

Un gruppo di tre giovani palestinesi laureati in ingegneria civile ha dato vita a una startup chiamata Olive Jifit, che ha come obiettivo quello di utilizzare gli scarti dell’olio d’oliva per produrre energia pulita.
Questa start up sta rivoluzionando il settore energetico attraverso la sua innovativa tecnologia e il suo impegno verso la sostenibilità. Il processo consiste nel convertire i sottoprodotti solidi di scarto, noti come “jifit”, ottenuti dalla lavorazione delle olive in biocarburanti solidi, o pellet, che vengono poi utilizzati per la produzione di energia e per il riscaldamento domestico. Questa trasformazione dei rifiuti può aiutare a risolvere i problemi ambientali ed economici che hanno sempre preoccupato i proprietari di frantoi e gli agricoltori.

La Missione di Olive Jifit

Questo progetto innovativo mira a trasformare un problema ambientale in una soluzione sostenibile per la produzione di energia. Utilizzando i rifiuti organici generati dalla produzione di olio d’oliva, Olive Jifit è in grado di produrre energia pulita, riducendo così l’inquinamento e contribuendo alla sostenibilità ambientale. La produzione di olio d’oliva, infatti, genera una grande quantità di rifiuti organici che, spesso, finiscono in discariche o vengono bruciati, causando inquinamento e danni all’ambiente.

Il Processo di Trasformazione

La startup utilizza una combinazione di tecnologie avanzate, tra cui la pirolisi, ovvero la decomposizione di un composto in più sostanze, e la gassificazione, ovvero la conversione dei rifiuti organici in biogas e bio-olio. Questi prodotti possono essere utilizzati per generare elettricità e calore, fornendo una fonte di energia pulita e rinnovabile per le comunità locali.
I sottoprodotti solidi di scarto, ottenuti dalla lavorazione delle olive vengono convertiti in biocarburanti solidi, i pellet, poi utilizzati per il riscaldamento domestico.

Impatto Ambientale e Sociale

Olive Jifit ha impatti ambientali positivi infatti, contribuisce alla riduzione dei rifiuti, infatti i residui di olio d’oliva rappresentano circa il 40% della quantità totale di olive raccolte ogni anno, e dell’inquinamento ambientale, poiché questi residui non sono biodegradabili e possono causare rischi per la salute se accumulati per lunghi periodi, quindi meglio smaltirli subito.

Questo processo ha anche un impatto positivo sulle comunità locali: la produzione di energia rinnovabile offre opportunità economiche e occupazionali nelle aree rurali, promuovendo lo sviluppo sostenibile.

Progetti Futuri e Sviluppi

La visione di Olive Jifit va oltre la Palestina: l’obiettivo è di espandere l’attività e portare questa tecnologia innovativa in altre regioni del mondo. La startup sta già collaborando con partner internazionali per implementare progetti e condividere le proprie conoscenze nel campo delle energie rinnovabili.

Questa start-up rappresenta un esempio straordinario di come la creatività e l’innovazione possano essere utilizzate per affrontare le sfide globali legate all’energia.