Giornata del risparmio: quando è nata e cosa dovrebbe ricordarci

Giornata del risparmio

Quest’anno si celebra la 93esima edizione della giornata dedicata al risparmio. Non solo tutela del denaro ma anche del proprio tempo e delle proprie azioni volte al proficuo ‘mettere da parte’. Ad ispirare questa ricorrenza fu il discorso tenuto, nel 1924, dall’economista Maffeo Pantaleoni in occasione di un incontro organizzato dalla Cassa di Risparmio delle Province Lombarde. Quel discorso fu pensato per il centenario della fondazione a cui aderirono oltre settemila Casse di Risparmio di 26 paesi, con la rappresentanza di più di 350 delegati. Da allora, il 31 ottobre, che segnò la chiusura di quel congresso, sarebbe stata istituita la giornata mondiale del risparmio.

Nel tempo la ricorrenza si è caricata di significato, fino a diventare oggi un modo per riflettere e diffondere la cultura dell’educazione al risparmio attraverso iniziative portate avanti sì dalle banche ma anche da fondazioni, scuole, chiese e associazioni. L’obiettivo è quello di razionalizzare le risorse, di qualsivoglia natura, per indirizzare la società ad un uso migliore, individuale e sociale, della ricchezza. Risparmiare vuol dire sfruttare al meglio ciò che si riesce a guadagnare ma anche quello che dalla natura ci viene messo a disposizione. Potenziare il comparto energetico green, ad esempio, sarebbe un modo per coniugare al meglio risparmio e rispetto per l’ambiente. Ognuno poi nel proprio piccolo potrebbe dare il proprio contributo, anche con minimi accorgimenti quotidiani, come quello di concentrare i consumi in fasce orarie notturne, acquistare elettrodomestici di classe energetica avanzata o staccare qualche spina per limitare il consumo di led in stand-by.

Ma cosa ci dicono i dati? Quanto risparmiano oggi le famiglie italiane? Ragionando su un segmento di tempo che parte dal 2014, stando ad una recente indagine Ipsos, per il quarto anno consecutivo cresce la quota di italiani che sono riusciti a risparmiare negli ultimi mesi: dal 37% del 2015 al 40% attuale. Allo stesso tempo, aumentano le famiglie in saldo negativo di risparmio, perché cresce il numero di chi ha intaccato il risparmio accumulato (dal 16% del 2015 al 19% dell’attuale).

Secondo, invece, l’ultimo rapporto Istat, considerando soltanto l’ultimo trimestre del 2017, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,4%. Di conseguenza, la propensione al risparmio è diminuita di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, scendendo dal 7,7 al 7,5%.

A soffocare il potere di risparmio delle famiglie è davvero solo la morsa della crisi? In parte sì, ma non solo. Non possiamo fermarci di fronte ai numeri e trascurare l’inadeguatezza degli strumenti messi nel tempo a disposizione del cittadino, soprattutto in termini di praticità: pochi e complicati da individuare per essere sfruttati al meglio. Oggi, più coscienti ed informati, messi per giunta a dura prova dalla crisi, bisogna far tesoro degli errori del passato e trasmettere ai nostri giovani la cultura dell’oculatezza. Tra qualche anno, forse, potremmo contare numeri diversi nei sondaggi e, perché no, anche altri importi nelle nostre casse familiari.