Il futuro dell’energia: crescono le rinnovabili e la domanda di petrolio

Il futuro dell’energia mondiale: crescono le rinnovabili ma anche la domanda di petrolio. Preoccupazione per le emissioni di CO2

Forte e inarrestabile crescita della domanda di energia da parte del continente asiatico e delle economie dei paesi emergenti, diminuzione dei costi per la produzione di energie rinnovabili e aumento del prezzo del petrolio, consumi di elettricità destinati a incrementarsi e forte preoccupazione per le emissioni di CO2 che non accennano a diminuire. È questo il quadro mondiale del futuro dell’energia così come delineato nel World Energy Outlook 2018, realizzato dall’International Energy Agency (IEA), organizzazione intergovernativa che ha il compito di coordinare le politiche energetiche dei paesi membri.

Come cambia la “fame” di energia nel mondo

Da qui al 2040, secondo lo scenario descritto dall’Agenzia, la domanda di energia nel mondo è destinata a salire del 25% e da qui ad allora saranno necessari oltre 2 miliardi di dollari l’anno di investimenti per assicurare l’approvvigionamento energetico necessario.

Se però fino ad oggi Europa e Stati Uniti rappresentavano il 40% della domanda, da qui a qualche anno la situazione è destinata a mutare in maniera radicale facendo diventare il continente asiatico quello che avrà più bisogno di energia.

Proprio in virtù degli investimenti necessari a livello globale per produrre energia, saranno le scelte e le politiche dei governi che determineranno, a detta degli esperti dell’IEA, lo scenario energetico mondiale e lo stato di salute della Terra e dell’atmosfera nei prossimi anni.

Energie rinnovabili e preoccupazioni per i mutamenti climatici

Sebbene il carbone sia ancora la prima fonte di energia, seguita dal gas naturale i cui consumi sono in costante aumento, le fonti rinnovabili crescono grazie alla diminuzione dei costi per produrre energia fotovoltaica ed eolica, spinte anche dell’aumento del prezzo del petrolio. Secondo le previsioni dell’Agenzia, la quota delle rinnovabili è destinata a passare dall’attuale 25% al 40% da qui al 2040.

A destare molte preoccupazioni è però il livello di emissioni di CO2 causate dai consumi energetici e le sue influenze sui mutamenti climatici: dopo tre anni di sostanziale stabilità, le emissioni sono, infatti, tornate a crescere nel 2017 dell’1,6% e, secondo le prime proiezioni per il 2018, aumenteranno ancora. “Se il mondo è seriamente intenzionato a raggiungere i suoi obiettivi climatici, allora, a oggi, deve esserci una preferenza sistematica per gli investimenti in tecnologie energetiche sostenibili”, afferma Fatih Birol, direttore esecutivo dell’IEA.

Il futuro dell’energia elettrica

Il consumo di elettricità attraversa una fase di piena crescita ed espansione. Grazie all’economia digitale e ai progressi nella mobilità elettrica, secondo le previsioni del World Energy Outlook 2018, si potrebbe arrivare ad un aumento anche del 90% della domanda complessiva di elettricità entro il 2040.

Sebbene il fenomeno venga valutato positivamente, visti i benefici dell’elettrificazione in termini di riduzione dell’inquinamento generale, l’Agenzia sottolinea la necessità e l’urgenza di “decarbonizzare” la produzione di elettricità per evitare il rischio che le emissioni dannose vengano semplicemente trasferite dai consumi finali a quelli derivanti dalla produzione di energia, con conseguenti aggravamenti non più sostenibili per le condizioni climatiche globali.