Energia rinnovabile: l’Italia del futuro

Energia Rinnovabile

Nell’ambito della strategia decennale “Europe 2020” l’Italia già da tempo ha centrato gli obiettivi previsti sulla produzione di energia da fonti rinnovabili. La quota target fissata dalla Commissione Europea è del 17% del fabbisogno energetico complessivo da soddisfare attraverso fonti di energia rinnovabile. Ma come vanno le cose? Quali sono i Paesi europei che maggiormente rischiano mancare gli obiettivi?

Per ciò che riguarda l’Italia, la situazione può definirsi misuratamente soddisfacente, continuando sempre a guardare con fiducia e positività al futuro. L’ultimo rapporto presentato a dicembre 2017 dalla GSE, la società individuata dallo Stato per conseguire gli obiettivi di sostenibilità ambientale, rivela un 17,35% di consumi coperti da fonti rinnovabili da settori elettrico, termico e dei trasporti.

Il recentissimo report dell’EEA (European environmental agency) sulla quota di energie rinnovabili prodotte nel 2016, raffigura l’Italia al 17,2% con il seguente quadro percentuale afferente ai suoi maggiori competitor europei: la Germania ha prodotto il 14,7% di energia da fonti rinnovabili contro un target al 2020 del 18%; la Spagna è al 16,3% rispetto ad un obiettivo del 20%; la Francia si attesta al 15,6% contro un target del 23%; il Regno Unito fa registrare un 8,6% rispetto al 15% da raggiungere. Considerando solo questi paesi, a colpo d’occhio il valore prodotto dall’Italia ci dice che, oltre ad essere il più elevato è l’unico valore già al di sopra dei target previsti. Guardando poi la lista completa e buttando l’occhio a quelli più virtuosi, finiamo col trovare in vetta Svezia (54,2%), Finlandia (39,7%), Lettonia (37,8%), Austria (34%) e Danimarca (32%). Anche questi ultimi dati, così come quelli sugli obiettivi raggiunti, meritano ampia considerazioni, sia rispetto al da farsi e ai modelli operativi a cui ispirarsi, sia per ciò che collega lo sviluppo sostenibile al mondo del lavoro.

Il 2017 ha anche segnato un altro punto positivo rispetto all’incremento del comparto dell’energia sostenibile. Da un recente studio pubblicato dall’Osservatorio FER (fonti ed energie rinnovabili) condotto da gennaio a ottobre 2017, l’utilizzo degli impianti fotovoltaici, eolici e idroelettrici in Italia è aumentato del 20% rispetto al 2016. I passi in avanti compiuti hanno creato oltre 16mila posti di lavoro temporanei che si aggiungono così ai 40mila posti di lavoro permanenti creati dal settore delle energie rinnovabili. L’efficienza energetica nel 2016, tra le tipologie di incentivi come il “Conto Termico”, “Certificati Bianchi” e detrazioni fiscali, ha dato lavoro a oltre 50mila persone. I risultati possono essere più che entusiasmanti se si pensa ad un auspicabile e comunque imposto miglioramento. Provando a raddoppiare le cifre e i risultati per ognuno dei valori raggiunti, ecco che i numeri diventerebbero davvero interessanti. Se è l’ambiente a trarne il maggiore sollievo, il riflesso non può che essere immediato su tutto il sistema con ricadute inestimabili in senso salutare, lavorativo e certamente anche economico.