Energia geotermica, pulita e rinnovabile ma ancora poco sfruttata

Energia geotermica, pulita e rinnovabile ma ancora poco sfruttata

Mentre proprio in questi giorni a Lardarello, in provincia di Pisa, sono in corso proteste e manifestazioni contro l’ipotesi di un taglio agli incentivi per la produzione di energia geotermica, tagli che metterebbero a serio rischio i tremila addetti che lavorano nel comparto, dalla ricerca scientifica arrivano sempre più conferme sulle potenzialità, ancora poco sfruttate, di questa fonte energetica naturale, pulita e rinnovabile.

L’energia geotermica utilizza il calore naturale della terra e le fonti geologiche di calore per produrre energia. Il suo sfruttamento a livello industriale è cominciato in Italia, proprio a Lardarello, in Toscana, nel 1827 per diffondersi prima negli Stati Uniti e poi nel resto del mondo. L’intera produzione di energia geotermica rappresenta circa l’1% di quella mondiale, quota che a detta degli esperti potrebbe e dovrebbe crescere molto nei prossimi anni, e l’Italia si trova al quinto posto tra i paesi che ne producono di più.

Il presente e il futuro dell’energia geotermica

Secondo uno studio realizzato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), che analizza il consumo energetico in Italia dal 1990 al 2016, risulta che l’energia geotermica rappresenta più dell’80% del consumo nazionale di tutte le fonti di energia rinnovabile. Tra le fonti “pulite”, la geotermica è superata solo dall’energia prodotta da biomasse e rifiuti, mentre il terzo posto è occupato dall’energia idroelettrica.

Purtroppo però, come fa notare lo studio dell’Ispra, in Italia la quota di energie rinnovabili arriva appena al 20% del fabbisogno mentre il resto è ancora appannaggio di petrolio e combustibili fossili, con tutto quello che ciò comporta in termini di impatto ambientale e di danni alla salute dell’ecosistema globale.

Eppure, a detta dell’Unione Geotermica Italiana che ha pubblicato uno studio sulle stime del futuro dell’energia geotermica in Italia da qui al 2030, nel nostro paese si potrebbe riuscire a produrre energia dal calore naturale della terra per una quota che va dal 35% al 40% del fabbisogno nazionale. Un risultato non impossibile da raggiungere se solo si investissero le risorse necessarie allo sviluppo di questa fonte di energia rinnovabile e pulita.