€35 in più sulla bolletta: fake news?

35€ in bolletta

Nel mare magnum delle fake news questa volta ci sono cadute anche le bollette dell’energia elettrica. A distanza di qualche giorno e con lucida analisi, diventa sempre più necessario fare chiarezza rispetto al messaggio circolato soprattutto attraverso il canale WhatsApp.  Moltissimi utenti hanno ricevuto un esplicito invito a non pagare la bolletta in quanto  sarebbero stati addebitati costi derivanti dagli insoluti e dalle utenze morose. Subito è scattata l’allerta, con l’annessa rabbia per la presunta ingiustizia. Il testo recita così:

Buonasera mi è appena arrivato questo SMS su WhatsApp: fate girare! Nelle bolletta-luce dal prossimo aprile, ci saranno veramente dalle 30 alle 35€ in più per coprire milioni di euro accumulati dai morosi. Non dobbiamo pagare in attesa di decisioni del Tar. Funzionerà solo se lo faremo in tanti.

La bufala nasce in seguito alle misure approvate con la delibera 50 dell’1 febbraio 2018 dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) per il recupero di alcuni crediti insoluti.

Innanzitutto, chi sono realmente gli utenti morosi? Contrariamente a quel che si pensa non sono i “furbetti del turismo energetico”, ovvero coloro che vanno da un gestore dell’elettricità all’altro, perché in questo caso il nuovo gestore è tenuto a riscuotere il debito pregresso del consumatore. Piuttosto, gli utenti morosi sono:

  • persone in condizione di povertà a cui addirittura viene staccata l’utenza;
  • aziende fallite o in gravi condizione economiche.

Nella delibera si fa riferimento agli oneri di sistema che i consumatori dovrebbero pagare per sanare il debito dei morosi, ma di cosa si tratta? Sono dei contributi che non riguardano il consumo dell’elettricità e che vengono raccolti per finanziare tra le altre cose anche la produzione di energia rinnovabile.

Normalmente gli oneri sono pagati dal cliente finale al fornitore in bolletta, a sua volta il fornitore li versa al distributore (responsabile di portare l’energia elettrica nelle abitazioni) che li gira infine alla CSEA (Cassa per i servizi energetici e ambientali) e al GSE (Gestore dei servizi energetici).

Il problema sorge perché i distributori sono costretti a versare gli oneri in anticipo, rimettendoci quindi se il consumatore non paga la bolletta.

Ecco perché l’ARERA ha stabilito che gli oneri di sistema non riscossi saranno pagati da tutti gli altri consumatori.

Ma di che cifra stiamo parlando? L’ARERA afferma che l’aumento sarà di circa €2 all’anno, ovvero poco più di 16 centesimi al mese e non di €35, e non avverrà prima di un anno. I consumatori possono quindi stare tranquilli.