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Batterie organiche in difesa dell’ambiente, progetto italiano per l’energia pulita

Il 2019 sarà l’anno in cui cominceranno ad essere prodotte e messe in commercio le prime “batterie a flusso” che consentiranno di accumulare energia pulita. Lo ha annunciato Green Energy Storage, la startup italiana che, sulla base di un brevetto acquistato dall’Università di Harvard, sta lavorando all’innovativo progetto da tre anni.

Il sistema messo a punto dalla Green Energy ha permesso lo sviluppo di una batteria basata sui chinoni, molecole organiche che possono essere estratte da diversi elementi vegetali ma anche dagli scarti dell’industria petrolifera. Una batteria quindi che, a differenza ad esempio di quelle al litio, utilizza materiali non tossici e biodegradabili.

A credere nel progetto non solo la Provincia di Trento, che ha concesso 3 milioni di euro di finanziamento, e l’Unione Europa che di milioni ne ha stanziati 2 attraverso il progetto Horizon 2020, ma anche semplici cittadini e piccoli investitori che hanno risposto positivamente ad una raccolta fondi lanciata tramite una piattaforma di crowdfunding la quale ha permesso di racimolare, in due diverse campagne, ben 2 milioni di euro. “Volevamo sensibilizzare il più possibile i privati e i piccoli investitori. E credo che abbiano capito il messaggio”, ha dichiarato Salvatore Pinto, presidente di Green Energy Storage.

Batterie organiche, come funzionano e per cosa si potranno utilizzare
Le nuove batterie potranno accumulare l’energia prodotta da fonti pulite e rinnovabili come il solare e l’eolico e saranno utilizzabili nel settore domestico e della piccola e media impresa per soddisfare i loro fabbisogni energetici. “Con l’utilizzo di batterie per immagazzinare energia pulita, i privati possono staccarsi definitivamente dalla rete elettrica, mentre gli operatori possono creare le famose smart grid”, spiega ancora Pinto.

Come si legge sul sito della startup trentina, i principali vantaggi della batteria organica sono la sicurezza, ottenuta dall’utilizzo di materiali non tossici e a basso impatto ambientale, nonché la sostenibilità e scalabilità del sistema. La potenza dell’accumulatore può essere infatti aumentata aggiungendo moduli alla versione base mentre la batteria consente cicli di ricarica pressoché infiniti mantenendo una elevata densità energetica.

slashto-vertucci

Presidente Consiglio di Amministrazione 4G Energia

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