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Gli aquiloni che producono energia elettrica

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Sono sempre di più le aziende che decidono di investire in nuove forme di produzione energetica.

Una delle novità forse meno conosciuta in questo campo è costituita da una tecnologia alternativa di cui si occupa, tra le altre, anche una società italiana, la KiteGen Venture, con sede a Caselle Torinese.

Questa tecnologia consiste nell’impiego di aquiloni, simili a quelli utilizzati dagli sportivi, che sfruttano l’energia del vento di alta quota trasformandolo in energia elettrica, con una capacità di circa 3MW di potenza.

GLI AQUILONI – Ogni unità è costituita da una base, dalla forma che ricorda quella di un igloo, con un diametro di 13 metri e un’altezza di 6, sulla cui sommità è posta un’asta rigida (chiamata stelo o stem) lunga 21 metri. A quest’ultima è collegata l’ala (l’aquilone) in volo, che “copre” un’area di circa 100 metri quadrati.

I VANTAGGI – A differenza delle molto più diffuse pale eoliche, questa tecnologia ha innanzitutto il vantaggio di occupare meno suolo e poi quello di poter raggiungere altezze più elevate catturando così venti di intensità decisamente superiore rispetto a quelli raccolti dalle turbine eoliche tradizionali.

ENERGIA AD ALTA QUOTA – L’altezza di volo, che può variare dai 500 ai 2000 metri, viene regolata da un sistema automatizzato in base alle differenti condizioni atmosferiche.

Si tratta di strutture capaci di adattarsi alla forza e alla mutevolezza dei venti, seguendoli e piegandosi in modo intelligente e dinamico. In caso poi di condizioni meteo particolarmente avverse l’ala viene richiamata in tutta sicurezza dal meccanismo automatico di riavvolgimento, che impiega meno di un minuto e mezzo.

TECNOLOGIA E SICUREZZA – Per l’installazione di ogni singola unità è necessaria l’autorizzazione delle autorità competenti come di norma avviene per altri siti che implicano il divieto di sorvolo. Inoltre, ogni ala è dotata di un sistema di radiocontrollo che rivela l’avvicinarsi di velivoli e avvia immediatamente la procedura di richiamo dell’ala in posizione sicura.

MANUTENZIONE – La manutenzione riguarda essenzialmente le parti in volo, ala e funi, che nella fase iniziale vanno sostituite ogni 6 mesi e successivamente una volta all’anno. La base richiede la normale manutenzione di un moto/alternatore elettrico, quindi pulizia e lubrificazione periodica, operazioni semplici ed economiche.

Una tecnologia che potrebbe realmente contribuire alla rivoluzione energetica di cui tanto si parla negli ultimi anni. Sebbene l’idea possa sembrare eccessivamente innovativa al momento, razionalmente si tratta di un metodo alternativo di produzione energetica che non occupa il suolo, che rappresenta una risorsa tanto importante quanto indispensabile per i metodi di produzione energetica tradizionali.

Sarà questa l’energia del futuro?

Antonella Volta

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