REPowerEu: il piano europeo di rilancio energetico

Per ridurre la sua dipendenza dai combustibili fossili russi e diminuire l’impatto energetico sul pianeta, la Commissione Europea, nel maggio 2022, ha messo in atto il piano REPowerEu che ha il fine di realizzare una vera trasformazione del sistema energetico del continente. La strategia si propone di diversificare le fonti di approvvigionamento energetico, promuovere l’efficienza energetica e aumentare l’uso delle energie rinnovabili. In particolare, REPowerEU mira a garantire che l’Europa abbia un mix energetico diversificato e sicuro, riducendo la dipendenza dalle fonti energetiche tradizionali e aumentando l’indipendenza energetica dell’UE.

Tra gli obiettivi di REPowerEU vi è anche quello di integrare meglio i mercati energetici europei, migliorare l’interconnessione tra i paesi membri e facilitare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Questo programma si inserisce nel contesto più ampio delle politiche energetiche e climatiche dell’UE, contribuendo a raggiungere i traguardi stabiliti nell’Accordo di Parigi e nell’Agenda Europea per il Clima.

Nel pacchetto di riforme green, uno degli obiettivi è quello di raggiungere il 40-45% del fabbisogno energetico attraverso fonti rinnovabili entro l’anno 2030.

Nello specifico, ciò si traduce in:

  • risparmiare energia
  • diversificare l’approvvigionamento
  • sostituire rapidamente i combustibili fossili accelerando la transizione europea all’energia pulita
  • combinare investimenti e riforme in modo intelligente

Come l’UE Intende Attuare le Strategie Energetiche

Il fine dei programmi europei volti a valorizzare le energie rinnovabili e a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili sono ambiziosi ma sicuramente realizzabili, il nocciolo della questione è sul modus operandi: nel concreto, quali saranno i passi che porteranno all’attuazione delle strategie? Di seguito descriviamo alcuni esempi.

Per il risparmio energetico gli Stati Membri hanno il compito di incoraggiare cittadini ed imprese a ridurre l’utilizzo dell’energia per il riscaldamento e il raffreddamento delle strutture, ed implementare misure per risparmiare carburante, come ad esempio ridurre i limiti di velocità, incentivare l’acquisto di auto elettriche e car sharing, proporre il lavoro in smartworking fino a tre giorni dov’è possibile, domeniche senza auto nelle grandi città ecc.

Per diversificare l’approvvigionamento l’Europa intende stringere accordi con partner affidabili come Stati Uniti, Canada, Norvegia e Azerbaijan per aumentare le forniture di gas naturale liquefatto (GNL). La Commissione Europea sta anche lavorando per stipulare accordi politici con Egitto e Israele per aumentare le forniture di GNL e sta rafforzando il dialogo energetico con l’Algeria.

Un’altra importante iniziativa è rappresentata dalla creazione di una piattaforma energetica dell’UE, un meccanismo volontario che mira a coordinare l’uso delle infrastrutture di importazione, stoccaggio e trasmissione di gas, GNL e idrogeno. Questa piattaforma faciliterà gli acquisti comunitari di energia e migliorerà la posizione di negoziazione collettiva sui mercati energetici mondiali. Attualmente, l’Europa non può acquistare energia direttamente da partner terzi, ma può coordinare le azioni degli Stati membri per negoziare congiuntamente sui mercati energetici mondiali. Tale piattaforma lavorerà anche attraverso task force regionali, come quella istituita in Bulgaria, che si estenderà anche in Ucraina, Moldavia, Georgia e nei Balcani occidentali.

Queste iniziative sono parte di un impegno più ampio dell’UE per garantire una fornitura energetica sicura, sostenibile e diversificata per tutti i suoi membri.

Strategie per le Energie Rinnovabili

In campo di energia rinnovabile nel 2026 l’UE punta ad introdurre l’obbligo di pannelli fotovoltaici su tutti i nuovi edifici superiori a 250 metri quadrati e l’anno dopo anche su quelli già esistenti. Entro il 2029, anche i tetti degli edifici residenziali dovranno essere dotati di impianti i solari, contribuendo a soddisfare quasi il 25% della domanda di energia Europea.

Per promuovere l’uso dell’idrogeno rinnovabile, la Commissione Europea sta adottando diverse iniziative strategiche, tra cui l’introduzione di livelli minimi di assorbimento nelle applicazioni industriali e nei trasporti, che puntano a stimolare l’adozione energie pulite. La Commissione Europea vuole creare delle “valli dell’idrogeno”, che sono aree in cui diverse tecnologie e soluzioni basate sull’idrogeno vengono utilizzate e condivise da più utenti. Tali applicazioni possono includere, ad esempio, la produzione di energia, il trasporto, il riscaldamento e l’industria. L’obiettivo è facilitare la cooperazione e l’innovazione tra i diversi settori, promuovendo l’uso dell’idrogeno come fonte di energia pulita. Dal 2022, l’UE promuove anche tre corridoi prioritari per l’idrogeno e si impegna a produrre dieci milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile all’anno entro il 2030. In aggiunta è prevista l’introduzione di una Banca Europea dell’Idrogeno per garantire l’acquisto di idrogeno rinnovabile.

Per aumentare la produzione di biogas e biometano, si prospettano azioni in quattro aree: sostegno alla produzione sostenibile, produzione diretta da rifiuti, potenziamento dell’iniezione nella rete del gas e supporto alla ricerca e innovazione.

Efficientamento energetico

In materia di efficienza energetica l’Unione Europea propone di aumentare al 13% l’obiettivo vincolante sull’efficienza energetica entro il 2030, attraverso misure come l’efficientamento degli edifici, l’ecodesign e l’adozione di nuove abitudini, e ha inoltre invitato Parlamento e Consiglio a introdurre obiettivi più ambiziosi nelle direttive in fase di negoziazione e a non ridurre gli obiettivi nel Regolamento sulla progettazione ecocompatibile. Infine, sarà valutata l’opportunità di aumentare la quota di veicoli a zero emissioni.

In sostanza, l’UE sta diversificando il suo approvvigionamento alle fonti e promuovendo l’acquisto di energia comune attraverso una vasta gamma di interventi, tra cui un mix di politiche, investimenti e collaborazioni volte a favorire l’adozione delle energie rinnovabili, l’integrazione dei mercati energetici, lo sviluppo delle infrastrutture e la promozione dell’efficienza energetica.